All’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, una tecnologia innovativa sta cambiando la vita di chi soffre di tremore, Parkinson e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. La MRgFUS (Magnetic Resonance guided Focused Ultrasound) utilizza ultrasuoni focalizzati guidati dalla risonanza magnetica per trattare disturbi del movimento senza bisturi né anestesia generale.
Tremore e Parkinson: il “bisturi invisibile” che funziona
La MRgFUS permette di eliminare i tremori invalidanti mentre il paziente resta sveglio, osservando i risultati in tempo reale. Roberto Eleopra, direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche, racconta:
“È come una battaglia navale sulla risonanza: individuiamo le aree che non funzionano bene, come file danneggiati in un computer, e le correggiamo.”
La procedura prevede l’uso di un casco speciale fissato al cranio in anestesia locale. Neurologo, neurochirurgo e neuroradiologo calcolano le coordinate precise da trattare. Prima della lesione definitiva, un breve riscaldamento della zona consente di verificare sicurezza ed efficacia.
Exablate Prime: più veloce, più sicuro, più efficace
Con l’aggiornamento al sistema Exablate Prime, la durata dell’intervento si riduce a circa un’ora e mezza, rispetto alle oltre tre ore precedenti. Gli effetti collaterali sono minimi e transitori, come leggero mal di testa o sensazione di “montagne russe”. L’85% dei pazienti con tremore essenziale non presenta più sintomi dopo un anno, con benefici duraturi anche a cinque anni.
Nuove frontiere: tumori cerebrali e Alzheimer
Oltre al trattamento dei tremori, la MRgFUS a bassa frequenza rende temporaneamente permeabile la barriera emato-encefalica, permettendo a farmaci innovativi, chemioterapici o cellule staminali di raggiungere zone cerebrali altrimenti inaccessibili. Al Besta, questa applicazione è già in sperimentazione su pazienti con glioblastoma e studiata per degradare le proteine tossiche dell’Alzheimer o trattare focolai epilettici.
Il primo centro europeo ad alto impatto
Dal 2019, oltre 400 procedure MRgFUS sono state eseguite al Besta. Oggi l’istituto punta a trattare più di 130 pazienti all’anno, consolidandosi come primo centro in Europa a integrare questa tecnologia direttamente in sala operatoria con risonanza magnetica, un punto di riferimento per la medicina neurochirurgica moderna.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
Commenta