I videogiochi non sono solo intrattenimento: oggi possono diventare un vero strumento terapeutico. Parliamo degli exergames, videogiochi che combinano divertimento ed esercizio fisico e che, secondo recenti studi, possono aiutare a contrastare l’Alzheimer nelle fasi iniziali.

Cosa sono gli exergames?

Il termine exergames nasce dalla fusione tra exercise (esercizio fisico) e games (giochi). Si tratta di videogiochi che, oltre a richiedere attenzione e rapidità, stimolano anche il movimento del corpo.
Un esempio pratico: il paziente si posiziona su un tappetino sensibile collegato a uno schermo e, seguendo le istruzioni del gioco, compie spostamenti o azioni fisiche simili a quelle della vita quotidiana, come riempire una borsa della spesa virtuale.

Questa combinazione permette di allenare contemporaneamente corpo e mente, stimolando aree cerebrali fondamentali come attenzione, memoria e orientamento spaziale.

Exergames e Alzheimer: cosa dicono gli studi

Due ricerche condotte dal Politecnico federale di Zurigo (ETHZ) hanno dimostrato l’efficacia degli exergames nella riabilitazione cognitiva di persone con Alzheimer in fase iniziale.

  • I partecipanti, con un’età media di 73 anni, hanno seguito un programma di allenamento a domicilio per 3 mesi, 5 giorni a settimana, con sessioni da 25 minuti.

  • Le risonanze magnetiche hanno evidenziato un miglioramento della memoria e delle capacità cognitive.

  • I benefici non si sono limitati ai test clinici: anche familiari e medici hanno osservato maggiore prontezza e autonomia nella vita quotidiana dei pazienti.

Un secondo studio ha rilevato cambiamenti strutturali nel cervello: in particolare un ingrossamento dell’ippocampo (fondamentale per la memoria) e del talamo (coinvolto nel controllo dei movimenti).

I benefici degli exergames

Gli effetti positivi degli exergames sull’Alzheimer sono stati riscontrati su più livelli:

  • Miglioramento della memoria e dell’attenzione.

  • Stimolazione del movimento e della coordinazione.

  • Maggiore autonomia nella vita quotidiana.

  • Cambiamenti cerebrali misurabili nelle aree legate alle funzioni cognitive.

Questi risultati rendono gli exergames non più solo un passatempo, ma una potenziale risorsa terapeutica per migliorare la qualità della vita nelle persone colpite da Alzheimer in fase iniziale.

Alzheimer: una sfida crescente

L’Alzheimer e le altre forme di demenza rappresentano una sfida sanitaria sempre più urgente. In Europa, il 10% degli over 70 soffre di demenza senile e, secondo le previsioni, la percentuale potrebbe triplicare entro il 2050.

Per questo motivo è fondamentale esplorare ogni possibile strategia, anche innovativa e non convenzionale, per ritardare il declino cognitivo e offrire nuove opportunità di benessere ai pazienti.

Fonte: Quotidiano.net

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