La perdita delle sinapsi nell’Alzheimer è uno dei principali fenomeni associati al declino cognitivo causato dalla malattia. Le sinapsi sono le connessioni che permettono ai neuroni di comunicare tra loro e svolgono un ruolo fondamentale nella memoria, nell’apprendimento e nelle funzioni cognitive.
Un nuovo studio coordinato dall’Università di Padova ha individuato un possibile meccanismo coinvolto nella perdita delle connessioni neuronali, mettendo in evidenza il ruolo degli astrociti, cellule del cervello che partecipano attivamente alla regolazione delle reti neuronali.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Molecular Neurodegeneration, apre nuove prospettive per comprendere meglio i processi biologici alla base della malattia di Alzheimer.
Perdita delle sinapsi nell’Alzheimer: il ruolo degli astrociti
Per molti anni la ricerca sull’Alzheimer si è concentrata soprattutto sui neuroni e sull’accumulo di proteine anomale come la beta-amiloide.
Negli ultimi anni l’attenzione si è spostata anche sulle cellule della glia, tra cui gli astrociti, considerate oggi molto più che semplici cellule di supporto.
Lo studio ha dimostrato che gli astrociti possono intervenire nella rimozione delle sinapsi attraverso un processo chiamato fagocitosi, cioè la capacità di inglobare e degradare elementi cellulari.
Questo meccanismo è normalmente utile per mantenere efficiente il cervello, ma nella malattia di Alzheimer potrebbe diventare eccessivo e contribuire alla perdita delle sinapsi.
Alzheimer e perdita delle sinapsi: scoperto il ruolo del recettore Ackr3
Attraverso un’analisi genetica che ha coinvolto migliaia di geni, i ricercatori hanno identificato un elemento chiave nel processo: il recettore Ackr3.
Questo recettore funziona come un “sensore” che permette agli astrociti di riconoscere alcune sinapsi danneggiate e avviare il processo di eliminazione.
Nei pazienti con Alzheimer, però, questo meccanismo potrebbe essere alterato. Gli astrociti potrebbero diventare troppo attivi e rimuovere anche connessioni neuronali ancora funzionanti, favorendo il deterioramento delle capacità cognitive.
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Nuove prospettive per la ricerca sulla malattia di Alzheimer
Nei modelli animali, la riduzione dell’attività del recettore Ackr3 ha portato a una minore perdita delle sinapsi e a un miglioramento parziale delle capacità cognitive.
Si tratta di un risultato interessante, ma sono necessari ulteriori studi per capire se questo meccanismo potrà essere sfruttato in futuro per sviluppare nuovi trattamenti.
La ricerca sulla perdita delle sinapsi nell’Alzheimer rappresenta quindi un importante passo avanti nella comprensione della malattia e dei processi che influenzano memoria e funzioni cognitive.
Dalla ricerca alla riabilitazione cognitiva
Comprendere i meccanismi biologici dell’Alzheimer è fondamentale per sviluppare nuove strategie terapeutiche. Allo stesso tempo, gli interventi di stimolazione cognitiva e riabilitazione cognitiva possono aiutare a mantenere attive le capacità residue della persona con deterioramento cognitivo.
Attraverso esercizi personalizzati è possibile lavorare su funzioni come:
- memoria;
- attenzione;
- linguaggio;
- funzioni esecutive.
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Fonte: La Repubblica

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