Non basta avere a disposizione molti esercizi per costruire un percorso di riabilitazione cognitiva efficace. Conta soprattutto come l’attività viene proposta, adattata e monitorata in relazione alle caratteristiche della persona.
La ricerca mostra infatti che la risposta agli interventi cognitivi può variare in base a diversi fattori individuali. Per questo, personalizzazione e monitoraggio rappresentano elementi importanti nella progettazione del percorso.
La difficoltà deve essere adeguata
Un esercizio troppo semplice rischia di non rappresentare una sfida significativa. Al contrario, un’attività eccessivamente complessa può aumentare la difficoltà di partecipazione.
L’obiettivo è quindi individuare un livello di difficoltà coerente con le capacità della persona e con gli obiettivi del percorso, modificandolo quando necessario.
Una revisione sistematica sulla personalizzazione delle attività nelle persone con demenza ha rilevato che interventi maggiormente personalizzati possono essere associati a migliori risultati su alcuni aspetti comportamentali e sulla qualità di vita.
Il feedback aiuta a orientare l’attività
Il feedback permette alla persona di comprendere l’esito della propria risposta e può contribuire a mantenere il coinvolgimento nell’attività.
Ma il feedback non dovrebbe essere considerato soltanto come una semplice indicazione di risposta corretta o errata. In un percorso riabilitativo può diventare uno strumento per accompagnare la persona nell’esercizio e fornire al professionista informazioni utili sull’andamento della prestazione.
Scopri come Brainer può supportare i percorsi di riabilitazione cognitiva digitale
Prova gratuitamente Brainer per 15 giorni e scopri tutte le funzionalità della piattaforma
Adattare significa osservare e modificare
Un esercizio efficace non dovrebbe essere necessariamente uguale per tutta la durata del percorso.
Prestazioni, difficoltà incontrate, tempi di risposta e partecipazione possono fornire indicazioni utili per modificare le attività successive.
Anche l’engagement e la continuità sono importanti: una meta-analisi di 55 studi randomizzati ha evidenziato che coinvolgimento, persistenza e aderenza sono associati agli esiti del training cognitivo.
Il ruolo del professionista
La tecnologia può facilitare personalizzazione, feedback e monitoraggio, ma non sostituisce il giudizio clinico.
Il professionista rimane responsabile della scelta degli esercizi, dell’interpretazione dei risultati e dell’adattamento del percorso agli obiettivi della persona.
Per questo, un buon esercizio cognitivo non è semplicemente quello che “mette alla prova” il paziente: è quello che si inserisce in un percorso strutturato, ha un obiettivo preciso e può essere adattato sulla base delle risposte osservate.
La digitalizzazione può rendere questo processo più semplice, permettendo di organizzare le attività, personalizzare i percorsi e monitorare nel tempo i risultati.
Fonti:
- Li et al. (2024), meta-analisi di 55 RCT su engagement, persistenza e aderenza nel training cognitivo.
- Forte et al. (2025), revisione sistematica sui predittori della risposta agli interventi di stimolazione cognitiva nella demenza.
- Systematic review e meta-analisi sulla personalizzazione delle attività nelle persone con demenza.
- Paggetti et al. (2025), revisione sistematica e meta-analisi alla base delle Linee Guida italiane sulla demenza.

Commenta