Il caffè fa bene o male? È una delle domande più frequenti tra gli amanti dell’espresso.
La buona notizia è che, secondo numerosi studi scientifici, bere fino a tre tazzine al giorno può avere effetti positivi sulla salute, contribuendo a ridurre il rischio di Parkinson, proteggere il fegato e rallentare l’invecchiamento.
I benefici del caffè secondo la scienza
Negli ultimi anni il caffè è passato da bevanda “sospetta” a vero e proprio alleato del benessere. Le ricerche più recenti dimostrano che un consumo moderato è associato a una minore incidenza di diverse malattie croniche, tra cui il morbo di Parkinson, il diabete di tipo 2 e la cirrosi epatica.
Già vent’anni fa alcune ricerche avevano mostrato che chi beve regolarmente caffè ha meno probabilità di sviluppare il morbo di Parkinson.
Una meta-analisi su quasi un milione di persone ha confermato questa associazione, indicando che tre tazze al giorno offrono il massimo effetto protettivo.
Un ampio studio britannico condotto su oltre mezzo milione di individui ha rilevato che chi consuma più di quattro tazze di caffè al giorno ha un rischio inferiore di sviluppare oltre 30 malattie, tra cui:
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diabete di tipo 2,
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ipertensione,
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cirrosi epatica.
Inoltre, una ricerca pubblicata sull’European Journal of Nutrition ha evidenziato che, tra le persone over 55, il consumo regolare di caffè è collegato a una riduzione della fragilità fisica — ovvero la condizione di perdita di forza, energia e peso corporeo tipica dell’invecchiamento.
Secondo alcuni studi, le donne trarrebbero benefici maggiori dal consumo di caffè rispetto agli uomini. Ciò potrebbe dipendere da una più bassa attività dell’enzima che metabolizza la caffeina, che prolunga l’effetto positivo della bevanda sull’organismo.
Quando può diventare dannoso
Come per ogni alimento, anche il caffè va consumato con equilibrio.
Gli esperti ricordano che non è sempre il caffè a rendere sani, ma che le persone già in buona salute tendono a berne di più.
Chi soffre di insonnia, ipertensione o ansia dovrebbe limitare il consumo di caffeina o scegliere la versione decaffeinata.
In generale, fino a tre tazzine di espresso o caffè americano al giorno rappresentano un ottimo compromesso tra benefici e sicurezza.
Caffè e longevità: un piccolo gesto per invecchiare meglio
Assunto con moderazione, può diventare un alleato prezioso per il cervello e per la longevità.
Favorisce la concentrazione, stimola il metabolismo e, secondo le ricerche, può ridurre il rischio di malattie legate all’invecchiamento.
Come sottolinea Valter Longo, biologo e autore del Metodo della longevità,
“Tre tazzine al giorno sono il giusto compromesso per godere dei benefici senza rischi.”
E, come aggiunge ironicamente, forse anche sua madre novantenne dovrebbe concedersi un vero espresso ogni tanto — naturalmente solo al mattino.
Fonte: Corriere della Sera
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