Per chi convive con la malattia di Parkinson, mangiare bene non è solo una questione di calorie, ma una vera e propria strategia di salute. Un’alimentazione corretta non deve essere vista come un sacrificio o una serie di privazioni, ma come un regime alimentare variato e bilanciato, capace di prevenire complicazioni e migliorare la vitalità quotidiana.
È scientificamente dimostrato che una nutrizione attenta riduce il rischio di malattie associate, come colesterolo elevato, diabete e disturbi cardiovascolari, che potrebbero aggravare il quadro clinico del paziente.
L’importanza di un’alimentazione corretta
Un’alimentazione equilibrata nel Parkinson deve garantire il giusto apporto di nutrienti senza sovraccaricare l’organismo. La composizione ideale dell’energia quotidiana dovrebbe seguire queste percentuali:
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55-58% Carboidrati (cereali, derivati, patate)
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25-30% Grassi (preferibilmente di origine vegetale)
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12-15% Proteine (carne, pesce, legumi, uova)
La regola d’oro è la varietà: non esiste un cibo “miracoloso”, ma è l’alternanza dei sapori e dei metodi di cottura a garantire che l’organismo riceva tutte le vitamine e i sali minerali di cui ha bisogno.
Gestione del peso: tra sovrappeso e malnutrizione
Il controllo del peso corporeo (indice di massa corporea o BMI) è un indicatore fondamentale dello stato di salute.
1. Il rischio del sovrappeso
Molti pazienti nei primi dieci anni di malattia tendono ad aumentare di peso. La diminuzione dell’attività motoria, se non accompagnata da un adeguamento delle porzioni, crea un bilancio energetico in eccesso. Essere in sovrappeso affatica il sistema osteo-articolare e complica i movimenti.
2. Il calo ponderale nelle fasi avanzate
Con il passare degli anni, possono insorgere difficoltà nella masticazione o nella deglutizione, oltre a movimenti involontari (discinesie) che bruciano molta energia. In questi casi, è fondamentale una dieta più densa di calorie ma facile da consumare, per evitare la malnutrizione.
Consigli pratici per un’alimentazione corretta
| Pasto | Suggerimenti per una dieta bilanciata |
| Colazione | Fondamentale per dare energia. Include una parte di cereali (pane, fette biscottate) e una quota di latticini o yogurt. |
| Pranzo | Prediligi carboidrati complessi (pasta o riso) conditi con sughi semplici a base di verdure. |
| Cena | Alterna le fonti proteiche: una sera pesce, una sera legumi, una sera carni bianche. |
| Spuntini | Frutta fresca di stagione, preferibilmente intera per mantenere l’apporto di fibre. |
L’importanza dell’idratazione
Bere almeno 1,5 litri d’acqua al giorno è essenziale. L’idratazione costante aiuta a combattere la stipsi (un disturbo molto comune nel Parkinson) e favorisce la corretta funzionalità dei tessuti. Un trucco utile? Bere un bicchiere d’acqua a ogni ora, anche se non si avverte lo stimolo della sete.
Bevande: vino e caffè
La moderazione è la parola chiave:
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Vino: 1 o 2 bicchieri di rosso ai pasti sono concessi, ma è meglio non iniziare se non si è abituati.
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Caffè e tè: Massimo 2 tazze al giorno, cercando di ridurre al minimo lo zucchero aggiunto per evitare picchi glicemici.
Fonte: parkinson.it
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